Arredi e complementi artigianali

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Bau Design è specializzata nella produzione di arredi luxury e creativi, e propone una ampia gamma di arredi e complementi in grado di valorizzare con eleganza e ricercatezza ogni ambiente di casa.

Artigianato creativo e moderno

Parliamo dunque di autentici prodotti d’artigianato come ad esempio splendidi tavoli,  mobili quadro,  specchiere,  sedute e lampade. Il risultato è un assortimento veramente vasto di splendidi oggetti che si adattano perfettamente al tipo di contesto nel quale vengono inseriti,  valorizzandolo al meglio ed esaltando anche gli arredi presenti nelle vicinanze.

Gli artigiani di Bau Design sono sempre lieti di ascoltare i clienti e le loro necessità di arredo,  fieri del fatto che i propri arredi diventino spesso delle vere e proprie opere artigianali in grado di catturare gli sguardi dei visitatori e stupirli piacevolmente.

Se stai pensando dunque di impreziosire un ambiente di casa con un arredo luxury o complemento realmente in grado di testimoniare tutta l’artigianalità e la manualità di chi lo ha creato,  gli arredi Bau Design fanno al caso tuo.

Una soluzione per ogni ambiente di casa

Sia che tu abbia bisogno di un complemento per valorizzare la zona living  (è questo il caso delle bellissime specchiere o sedute ad esempio),  sia che tu abbia bisogno di un complemento particolare da inserire nella zona notte o in cucina,  qui potrai trovare ciò di cui hai bisogno e stupire i visitatori con degli arredi di lusso finemente decorati e destinati per questo a durare nel tempo.

Chiunque osserverà questi bellissimi oggetti in casa tua avrà immediatamente la percezione di trovarsi principalmente davanti un’opera d’arte, più che di un elemento d’arredo. L’aspetto relativo al prestigio è dunque non in secondo piano rispetto a quello prettamente funzionale, ma viaggiano insieme e si intrecciano perfettamente per dare vita a delle creazioni apprezzate ed esportate in tutto il mondo.

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Creare l’atmosfera nel tuo giardino

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Esistono diverse cose che puoi fare per rendere il tuo giardino uno spazio ancora più bello da vivere, giorno dopo giorno. Molte di queste sono realizzabili in poco tempo e non richiedono particolari competenze da parte tua. Vediamone insieme qualcuna.

L’illuminazione

Potresti non averci mai pensato, ma avere una illuminazione adeguata in giardino ti consentirebbe di poter trascorrere più tempo in questo ambiente così bello anche di sera, soprattutto in estate. Esistono tantissimi modelli di luci (anche a led) che possono aiutarti ad illuminare a dovere il tuo giardino mantenendo bassi i consumi.

Un giardino infatti, non va goduto solo durante le ore in cui c’è la luce naturale del sole, ma anche nel momento in cui giunge la sera. Ecco perché è necessaria un’adeguata illuminazione, chiaramente evitando spese inutili. Nulla infatti è più bello di una cena in giardino in estate, dato che qui la temperatura è sicuramente più fresca rispetto il resto della casa.

Considera che non avrai bisogno di una unica fonte principale di luce ma anche di illuminazione accessoria per evitare che possano formarsi dei punti ciechi. Quello dell’illuminazione è uno dei più importanti aspetti nell’ambito della progettazione giardini, in quanto è bene portare i punti luce laddove servono per tempo.

Il sistema di irrigazione

Così come per la luce, anche il sistema di irrigazione va definito in anticipo: bisogna installare l’impianto (meglio se automatizzato) che sia commisurato alle esigenze del prato o delle specie che avrai deciso di piantumare. Esistono sistemi di irrigazione a goccia o a pioggia, e dunque perfettamente in grado di adattarsi ad ogni tipo di necessità, e soluzioni funzionali per ogni giardino o spazio verde.

Le personalizzazioni

Per rendere il tuo giardino una vera espressione della tua personalità e del modo in cui intendi vivere questo spazio, non possono mancare alcuni elementi che ti consentono di personalizzarlo. Dai complementi d’arredo ai giochi d’acqua, passando per le casette, la scelta è davvero ampia e basta dare spazio alla fantasia per individuare quelle soluzioni in grado di stupire gli amici.

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Più controllo e sicurezza in azienda grazie ai badge

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Oggi sono sempre più le aziende che decidono di adottare delle soluzioni adeguate per riuscire a controllare l’ingresso e l’uscita dei lavoratori dalla sede aziendale. Le ragioni sono da ricercare nella salvaguardia del patrimonio aziendale da eventuali intrusioni inopportune, volte a danneggiare o sottrarre dispositivi e apparecchiature che hanno un certo costo, ma anche nell’ottica di fornire maggiore sicurezza ai dipendenti stessi.

Una soluzione che garantisce controllo e sicurezza

Grazie ai rilevatori di presente infatti, e in particolar modo grazie ai moderni badge timbratura, non solo è possibile impedire l’accesso all’interno dei locali aziendali a tutti coloro i quali non sono autorizzati, ma è anche possibile sapere in ogni momento quanti lavoratori sono presenti all’interno della sede aziendale ed in quale area si trovano esattamente.

Ciò è particolarmente di rilievo in occasioni quali calamità o emergenze che necessitano una immediata evacuazione dalla struttura: pensiamo ad esempio ad un incendio in corso, momento in cui diventa fondamentale sapere quante persone esattamente si trovano ancora all’interno dell’edificio così da poter facilitare anche il lavoro dei soccorritori.

Parliamo dunque di una tecnologia che è in grado sia di preservare quello che è il patrimonio aziendale, ma anche di tutelare l’incolumità dei dipendenti e facilitare le operazioni di soccorso in caso di emergenza. I timbracartellini commercializzati da Cotini srl rappresentano l’avanguardia del settore, e consentono di innalzare notevolmente il livello di sicurezza di ogni tipo di edificio andando così a soddisfare anche diverse norme inerenti la sicurezza sul lavoro.

Ampia possibilità di personalizzazione

È possibile scegliere tra badge magnetici e di prossimità in base alle proprie esigenze, ed è sempre possibile personalizzare i badge mediante un numero progressivo stampato sul badge stesso, o direttamente apporvi il logo aziendale, la ragione sociale nonché la foto di ciascun dipendente. È possibile infine associare i badge a dei pratici portabadge che consentono di averlo sempre a portata di mano ed evitare di perderlo, poggiandolo distrattamente o al tempo stesso evitare di dimenticarlo a casa o in auto.

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Attrezzature per Area Giochi e Gonfiabili

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Go Leisure è una azienda che da oltre 20 anni si occupa della produzione di giochi e attrezzature per allestire spazi ludici, sia interni che esterni. La qualità dei materiali e la cura impiegata durante ogni fase di lavorazione, fanno si che i gonfiabili Go Leisure e tutti gli altri prodotti commercializzati da questa importante realtà rispondano perfettamente a tutti gli standard di sicurezza da adottare, considerando che i fruitori delle attrezzature saranno bambini. In particolare parliamo di giochi gonfiabili di qualsiasi tipologia e adatti a qualsiasi tipo di utilizzo: dai divertentissimi e coloratissimi saltarini ai classici scivoli d’acqua, dalle piramidi da “scalare” al calcio balilla umano, dalla nave dei pirati ai percorsi gonfiabili tutti da giocare. Questi sono soltanto alcuni esempi delle bellissime attrezzature prodotte da Go Leisure, che vi consentiranno di rendere il vostro parco giochi o area ludica uno spazio assolutamente diverso da ciò che si vede solitamente in giro, decisamente più attraente per i bambini e al tempo stesso molto più sicuro. Soluzioni innovative dunque, dal design accattivante e assolutamente sicure per i piccoli fruitori, questo mix è alla base del successo di questa importante azienda. Lo staff sarà inoltre lieto di aiutarti ad individuare la soluzione più adatta a soddisfare le tue esigenze, sulla base della superficie a disposizione. Ti sarà possibile inviare la piantina degli spazi che ospiteranno i prodotti per il gioco e Go Leisure si occuperà di mettere direttamente a punto il progetto perfetto per valorizzare l’area di cui disponi, fase alla quale seguirà un sopralluogo che precede l’inizio effettivo della realizzazione dell’attrezzatura da te prescelta. Anche le fasi di messa in opera saranno gestite direttamente da Go Leisure, che per mezzo dei suoi tecnici specializzati ti consegnerà il prodotto già posizionato e pronto all’utilizzo, per la gioia dei bimbi. Contatta Go Leisure per qualsiasi richiesta o informazione al numero +390392497489.

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Acqua pura e personalizzata grazie ai dispenser ufficio IWM

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Offrire a tutti la possibilità di potersi dissetare durante l’orario di lavoro, così come al termine di una seduta di palestra o magari all’interno di una sala d’attesa mentre si attende di essere ricevuti, è molto importante ed è una grande testimonianza di attenzione nei confronti dei dipendenti o della propria utenza. Ecco perchè sono sempre di più le aziende che decidono di provvedere ad offrire questo servizio e migliorare così le condizioni dei lavoratori o comunque rendere più piacevole la permanenza di clienti ed utenti all’interno della propria struttura. Se fino a qualche anno fa si ricorreva ai classici boccioni d’acqua, oggi si preferisce puntare sui dispenser d’acqua per l’ufficio, come i vari modelli proposti da IWM i quali trattano l’acqua di rubinetto rendendola ancora più pura migliorandone anche il sapore. Le ragioni che spingono le aziende ad adottare questa soluzione sono da ricercare sia nella qualità dell’acqua che nel costo di approvvigionamento, due argomenti sicuramente interessanti e che meritano grande attenzione per ovvi motivi.

L’acqua del rubinetto infatti, è già salutare di suo in quanto controllata dalle società locali che si occupano della gestione dell’acqua. Grazie ai dispenser ad osmosi inversa IWM, è possibile trattare l’acqua del rubinetto e renderla ancora più cristallina, con la certezza di bere un’acqua decisamente più salutare rispetto quella dei boccioni. Inoltre il costo al litro dell’acqua di rubinetto è decisamente più basso rispetto qualsiasi altra fonte di approvvigionamento, ma i vantaggi non sono finiti qua. Si perché i dispenser acqua IWM per l’ufficio consentono di avere acqua fredda e calda in base alle proprie necessità, ma anche la possibilità di avere dell’acqua gasata o del ghiaccio a piacimento. Non solo un’acqua sicura e bilanciata dunque, ma soprattutto un’acqua personalizzata in base al gusto e alle abitudini di ciascuno.

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Pedrazzini Arreda | Cucine a Milano

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La cucina è uno degli ambienti più importanti di casa: a tavola ci si confronta, si sperimentano piatti nuovi, si fanno accomodare gli ospiti e si studiano nuove ricette. È probabilmente la zona della casa in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo ed è per questo che teniamo così tanto al suo design, alla perfezione delle forme, dei colori nell’insieme ma soprattutto alla sua funzionalità. Rinnovare la cucina è un must per chi si rende conto di averne una non in grado di comunicare qualcosa di noi a chi viene a farci visita, magari anche poco pratica e ormai poco fruibile. La soluzione più adatta per una cucina bella da vivere e assolutamente personalizzabile è Pedrazzini Arreda, azienda che da 60 anni si occupa della vendita cucine Milano  ed è esclusivista di zona dei marchi Veneta Cucine e Arredo 3. Questa importante realtà del territorio offre una vasta selezione di modelli tra i quali poter scegliere, sia moderni che classici, e da visionare personalmente nello showroom recentemente rinnovato.

Tutte le cucine Pedrazzini Arreda sono personalizzabili a piacimento, in base al proprio gusto o abitudini. Sia i piani di lavoro dunque, così come le ante e gli elettrodomestici possono essere scelti sulla base delle preferenze individuali, per una cucina che sarà veramente personalizzata e quindi in grado di raccontare agli ospiti qualcosa di noi. Gli interior designer saranno in grado di mostrarvi una fedele anteprima della vostra nuova cucina, così come sarà all’interno di casa vostra, grazie ai più moderni programmi di progettazione tridimensionale. Sarete seguiti infine durante l’arco dell’intero processo realizzativo della vostra nuova cucina: dalle fasi di progetto a quella di assistenza alle imprese che si occuperanno di eventuali ristrutturazioni dei locali, dal trasporto al montaggio che sarà operato da montatori e falegnami con grande esperienza nel settore. Non ti rimane che visitare il nostro showroom sito in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese , Milano.

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Community, social, news e intrattenimento: il menù digitale degli italiani

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Gli italiani amano il web, si sa. E il numero dei nostri connazionali che si collega alla rete è in continuo aumento, anche tra le fasce meno tecnologiche della popolazione, come gli over. Fatto sta che il “consumo” on line è cresciuto esponenzialmente nel nostro Paese: ma cosa fanno gli italiani quando navigano? A cosa si appassionano e quali siti frequentano? Lo rivela il report trimestrale dell’Osservatorio SevenData-ShinyStat, progetto nato con l’obiettivo di analizzare l’andamento degli interessi degli italiani sul web. Dai dati, si scopre che i nostri connazionali amano le community online, i social network e l’informazione. Ma non solo: a discapito di quanto si possa credere, chi frequenta il web non è certo un nerd: pur essendo più individualista dal punto di vista fisico rispetto a chi non frequenta la rete, gli utenti di Internet amano l’umorismo (+15% tra maggio e agosto), gli animali (+5%) e la natura (+44%).

Il lavoro non è una priorità

Sembra una stranezza, eppure rispetto al passato il web non è più così strettamente collegato al mondo professionale. Nel vissuto degli italiani in rete, risulta infatti che la rilevanza del mondo del lavoro, intesa come propensione a programmare piani di carriera, nell’ultima osservazione non era sentita come fattore prioritario (-9%). Ciò è soprattutto osservabile nel settore delle Banche e della Finanza (rispettivamente -23% e -20%), nell’Advertising & Marketing (-14%), Accounting & Auditing (-12% ), Business Services (-9%) e nell’Investing (-6%) come, d’altra parte, nel mondo del Legal (-21%), che fa registrare un trend in picchiata. I dati annunciano un trend positivo da settembre a novembre sui temi business. Segnali di una pausa dal mondo del lavoro sono quelli della scarsa attenzione rivolta alle associazioni dei lavoratori (-25%), al mondo delle piccole imprese (-23%) e, in generale, al settore tecnologico collegato all’uso professionale del web, che risulta complessivamente in discesa.

Voglia di svago

 “Dall’analisi del mood dei navigatori in Rete restituita dalla quarta wave dell’Osservatorio – dichiara Fabrizio Vigo, co-founder e ceo di SevenData – emerge la figura di un italiano con grande voglia di svago, meno preoccupato del fronte occupazionale e più orientato alla valorizzazione dell’ambiente (natura e animali) senza fare venire meno l’attrazione per tutto ciò che è web, online communities comprese. Siamo dell’idea, d’altra parte, che i dati rilevati fotografino una maggiore leggerezza degli italiani, seppur con trend non ancora del tutto assestati. In altre parole, l’uscita dalla pandemia deve essere ancora metabolizzata per diventare del tutto consapevolezza strutturale di un nuovo inizio, ma i segnali sono fortemente incoraggianti. Riteniamo quindi che anche le prossime edizioni dell’Osservatorio risentiranno probabilmente di un’instabilità dell’atteggiamento degli italiani che può essere considerata fisiologica in base a una situazione socio-economica attualmente ancora in fase di consolidamento”. 

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Nuovo digitale terrestre: ecco gli step della rivoluzione della tv

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Siamo pronti al nuovo passaggio? No, non si parla di cambiamenti politici, sociali o temporali, bensì dell’introduzione del nuovo digitale terrestre. Che comunque, nel suo piccolo, qualche scombussolamento lo porterà. Ecco perché è meglio sapere quello che accadrà e giocare d’anticipo per non farsi trovare impreparati o, peggio, con il telecomando della cara, vecchia Tv che non fa più vedere i canali preferiti. Proprio così: il passaggio definitivo al sistema DBV-T2 comporterà, per le Tv non omologate, l’impossibilità di accedere a diversi canali.

Prima data clou: il 15 ottobre

Dal 15 ottobre 2021 le emittenti hanno la facoltà (ma non ancora l’obbligo, che arriverà a fine anno) di introdurre la codifica MPEG-4 per la distribuzione dei canali Tv. La Rai per esempio dovrebbe cominciare con i canali tematici, per poi passare a inizio 2022 a quelli generalisti. Successivamente comincerà la road map per la dismissione della codifica MPEG-2: il passaggio, riporta Italpress, consentirà di avere su una stessa frequenza più canali con una qualità migliore.

Switch off per aree

Il passaggio, però, non sarà in contemporanea in tutta Italia, ma per aree in base a date successive. Eccole: 15 novembre-18 dicembre lo switch off comincia in area 1A cioè la Sardegna; 3 gennaio-15 marzo 2022 si passa in area 2 per il nuovo digitale terrestre. Le Regioni: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia tranne la provincia di Mantova, provincia di Piacenza, provincia di Trento, provincia di Bolzano. Coinvolta anche anche l’area 3 con Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza; 1 marzo-15 maggio parte l’area 4 con Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Marche; 1 maggio- 30 giugno 2022 chiude con l’area 1B: Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania. Il passaggio definitivo al DBV-T2 avverà il 1° gennaio 2023.

Cosa succede per i canali Rai e Mediaset

Per la Rai, ad essere interessati dal cambiamento verso la qualità HD, saranno i nove canali “tematici” – Rai 4, Rai 5, Rai Movie, Rai Yoyo, Rai Sport+ HD, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Premium e Rai Scuola – mentre resteranno “contemporaneamente” visibili (sia in alta che in bassa risoluzione) a tutti gli utenti, le tre reti ammiraglie Rai1, Rai2 e Rai3, e la rete di informazione Rainews24. Per Mediaset invece, a fare da apripista per l’alta definizione saranno i canali specifici TGCOM24, Mediaset Italia 2, Boing Plus, Radio 105, R101 TV e Virgin Radio TV; mentre rimarranno contemporaneamente visibili tutti gli altri canali. In questa prima fase, quindi, potranno continuare a ricevere tutti i canali RAI e Mediaset sopra citati solo gli utenti che siano in possesso di TV o decoder che supportano il nuovo sistema di codifica MPEG-4.

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Adolescenti e percezione del proprio corpo: la “tempesta” dei social

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Lo sappiamo tutti, i social puntano tantissimo sulle immagini, Instagram in particolare. Mostrare e mostrarsi è infatti la peculiarità della piattaforma, sempre più popolata di vip, influencer (o sedicenti tali) e tantissimi giovanissimi che, tra filtri e pubblicità, non necessariamente hanno tutti gli strumenti per capire cosa sia reale oppure no. 

I rapporti “segreti” di Instagram

Si inserisce proprio in questa tematica una ricerca interna condotta dal social e svelata – non si sa come vi sia arrivata – sulle pagine del Wall Street Journal. Secondo quanto scritto sul rapporto, l’app social ha peggiorato i problemi di immagine corporea per una ragazza su tre. Non solo: in base ai dati raccolti sugli adolescenti del Regno Unito e degli Stati Uniti, oltre il 40% degli utenti di Instagram ha affermato di aver cominciato a sentirsi “poco attraente” durante l’utilizzo dell’app.  “Il 32% delle adolescenti hanno dichiarato che nel momento in cui si sentivano insicure riguardo al loro corpo, Instagram le faceva sentire peggio” e ancora “Abbiamo peggiorato l’immagine di sé di una ragazza su tre” recitano i documenti a uso interno.

Sono le immagini le più insidiose per i giovanissimi

La ricerca condotta all’interno del gruppo di Mark Zuckerberg sull’app di condivisione di foto ha anche messo in luce che Instagram ha avuto un effetto più profondo sulle ragazze adolescenti perché si concentra maggiormente sul corpo e sullo stile di vita, mentre TikTok punta di più sulle performance artistiche o goliardiche espresse durante i video mentre Snapchat è utilizzata per i filtri divertenti. “Il confronto sociale è peggiore su Instagram”, ha affermato lo studio. La ricerca, inoltre, spiega che la pagina Esplora dell’app, dove un algoritmo adatta le foto e i video che un utente vede, può creare una spirale di contenuti dannosi poichè vengono replicate le stesse tipologie di messaggi.

Nuovi argomenti e nuove modalità di fruizione

“Stiamo esplorando dei modi per invogliare gli utenti a esplorare diversi argomenti, proponendo contenuti che siano di ispirazione e conforto, e siamo ottimisti che questo possa aiutare a modificare quella parte della cultura di Instagram troppo focalizzata sull’esteriorità” ha detto Karina Newton, a capo dei rapporti con il pubblico di Instagram, spiegando in un post che sono allo studio nuovi sistemi per spingere gli utenti a non cadere in fissazioni malsane. Non resta che vedere quali saranno le evoluzioni: resta comunque il fatto che mentre si discuteva su questi aspetti, il gruppo Facebook stava studiando in contemporanea la proposta di attivare una versione rivolta ai minori di 13 anni.

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Fallimenti sotto i valori pre-Covid nei primi sei mesi del 2021

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Nei primi sei mesi del 2021 sono state ‘solo’ 4.667 le imprese che hanno avviato una procedura fallimentare, contro le 5.380 del corrispondente periodo del 2019, ovvero, prima dell’irrompere dell’emergenza Covid.
Il numero delle imprese costrette a portare i libri in tribunale per chiudere l’attività nel primo semestre dell’anno in corso resta quindi contenuto, ed è inferiore rispetto ai valori del periodo precedente la pandemia.
Lo attestano i dati elaborati da Unioncamere – InfoCamere, tratti dal Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. 

Le imprese italiane segnalano un tasso di fallimento dello 0,76%

Secondo quanto risulta dall’indagine condotta da Unioncamere e InfoCamere, a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio sulle aperture di procedure fallimentari nei primi sei mesi degli ultimi tre anni, ‘nel mezzo’ si colloca il dato delle 2.924 dichiarazioni di fallimento presentate dei primi sei mesi del 2020. Questo dato tuttavia è caratterizzato dall’imposizione del lockdown e dal prolungato stop alle attività dei tribunali. Il tasso di fallimento delle imprese italiane, emerso dal numero di procedure fallimentari aperte ogni mille imprese registrate, si attesta dunque al valore di 0,76. 

Valori in diminuzione per quasi tutte le regioni, escluse le più piccole

Prendendo come riferimento il primo semestre del 2019, ovvero l’ultimo non affetto dalle conseguenze legate all’emergenza sanitaria, il bilancio della prima metà del 2021 mostra per quasi tutte le regioni valori in diminuzione, per una media nazionale che si attesta al -13,3%. Fanno eccezione alcune tra le regioni più piccole, come la Basilicata (+53,6%) e il Molise (+41,7%), dove però bastano pochi casi in più per determinare forti variazioni relative. Tra le regioni più grandi, a far segnare un incremento rispetto a due anni fa si segnala la sola Sicilia (+1,4%).

Una dinamica attenuata anche per i diversi settori di attività

L’unica regione, che pur in forte riduzione rispetto ai primi sei mesi del 2019 (-16,1%), si colloca sopra la soglia dell’uno per mille nel tasso di fallimento è la Lombardia. La dinamica attenuata dei fallimenti si distribuisce inoltre in modo diffuso anche tra i settori di attività delle imprese. A mostrare un’accelerazione rispetto al primo semestre 2019 sono la fornitura di energia (+60%), il settore della sanità e assistenza (+21,6%), il trasporto e magazzinaggio (+19%), l’istruzione (+13.3%) e le attività assicurative e finanziarie (+3,2%).

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Manifatturiero, la ripresa è guidata dalle piccole imprese

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Le piccole e medie imprese sono il vero patrimonio del tessuto economico italiano. E sono anche le realtà che hanno dimostrato in periodi difficili la loro capacità di resilienza, tanto che sono proprio loro a spronare la ripresa del post-Covid. Lo ribadisce Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison, disaggregando i dati Istat sull’andamento del prodotto interno lordo. “Uno sprone alla ripresa dopo che il sistema manifatturiero ha retto bene perfino alla crisi innescata dalla pandemia. Preservando significative quote di mercato. E confermandosi per il nostro Paese una ricchezza da tutelare. Imprese che hanno contribuito in maniera preminente, quindi, a resistere alla crisi socio-economica scaturita dall’emergenza sanitaria. Ragion per cui diventa inderogabile tarare le future misure di politica industriale, spesso invece pensate “a taglia unica” su misura delle grandi” ha detto Fortis. A testimoniare il ruolo delle piccole imprese italiane nel sistema produttivo una indagine del Centro studi CNA, dalla quale scaturisce che, sulla base dei più recenti dati economici omogenei a disposizione, l’Italia rimane la seconda economia manifatturiera d’Europa, dopo la Germania. 

In tutti gli ambiti produttivi 

La presenza di piccole e piccolissime imprese è preponderante in tutti gli ambiti produttivi del comparto: dai campi più tradizionali, a spiccata vocazione artigiana, a quelli caratterizzati dai processi produttivi maggiormente complessi. In Italia, su quasi 380mila imprese attive nei comparti manifatturieri il 92,3% sono micro (82% del totale) o piccole (10,3% del totale), organizzate giuridicamente come imprese artigiane nel 63,8% dei casi. Tra le grandi economie dei 27 Paesi membri dell’Unione europea, l’Italia presenta la struttura produttiva più estesa e diffusa. Solo limitatamente al segmento delle grandi imprese (oltre 250 addetti) il nostro Paese ne conta un numero più basso o uguale rispetto alla Germania e alla Francia. Dal punto di vista occupazionale, invece, le grandi imprese assorbono il 60,5% degli addetti in Germania, il 60% circa in Francia e il 27,2% nel nostro Paese. Il secondo posto europeo dell’Italia per fatturato manifatturiero dimostra come un sistema produttivo frammentato, quale l’italiano, non rappresenti necessariamente un ostacolo per competere con successo a livello internazionale. 

Il valore aggiunto italiano ha superato quello francese

Nel 2018 il valore aggiunto italiano, pari a 246,9 miliardi, ha superato quello francese, di poco superiore ai 241 miliardi. Un risultato raggiunto grazie alle piccole imprese. In Francia circa 1300 grandi imprese (lo 0,6% complessivo) hanno creato il 70,9% del valore aggiunto totale, in Italia un numero di grandi imprese di poco inferiore ha contribuito alla creazione solo del 39,4% del valore aggiunto complessivo. Viceversa, il valore aggiunto creato dalle imprese italiane fino a 50 addetti ha più che doppiato quello realizzato in Francia dalle imprese con la stessa dimensione occupazionale. 

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Il Green Pass? Attenzione a quelli falsi

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Fa leva sull’esigenza più sentita del momento la nuova truffa che viaggia attraverso WhatsApp, l’app di messaggistica più diffusa al mondo. Nel nostro paese, infatti, stanno arrivando messaggi falsi che assicurano la possibilità di scaricare immediatamente il Green Pass. Ma non è così, anzi si rischiano guai grossi. A lanciare l’allarme è il Codacons, che insieme alla Polizia Postale avvisa tutti gli utenti che in queste settimane sta girando un messaggio che recita un: “In questo link puoi scaricare il certificato verde Green Pass Covid-19 che permette di muoversi liberamente in tutto il territorio nazionale senza mascherina”. La truffa è stata ideata per acquisire dati personali e coordinate bancarie. Infatti, cliccando sul link l’ignaro utente viene catapultato su una finta pagina istituzionale con numerosi loghi simili agli originali. Proseguendo nella navigazione sul sito, all’utente viene chiesto di inserire i propri dati bancari/personali con l’obiettivo di usarli fraudolentemente. “Neanche il tempo di cominciare a familiarizzare con la nuova certificazione digitale che già sono cominciate le truffe-commenta il Presidente del Codacons Marco Donzelli”. Ecco perché è sempre opportuno non cliccare mai su collegamenti ricevuti tramite WhatsApp che arrivano da sconosciuti. Nel caso si sia vittime di una simile truffa, conviene rivolgersi alla Polizia Postale per avere assistenza.

Certificati contraffatti in vendita sul web

Oltre alla truffa su WhatsApp, che promette un certificato che non esiste ma ruba i dati sensibili, in questi giorni sono comparsi sul web i venditori di Green Pass falsi. Ad esempio su Telearma si possono acquistare documenti contraffatti a un prezzo che va dai 100 ai 200 euro. Comprarli è ovviamente un’azione illegale, e per di più rischiosa: la veridicità del Green Pass può essere infatti controllata attraverso il QR Code non solo dalle Forse dell’Ordine, ma anche dai proprietari e dai gestori di locali pubblici attraverso l’apposita app di verifica nazionale.

I canali ufficiali 

Per avere legittimamente il Green Pass, occorre perciò aver fatto almeno una dose di vaccino, o un tampone con esito negativo o ancora essere guariti dal Covid-19 /la validità in questo caso è di sei mesi). In tutti i casi, si riceverà un messaggio dal ministero che collegherà il download del QR Code ad uno di questi 4 codici: CUN o NFRE (per chi ha fatto il tampone), NUCG per i guariti o Authcode in caso di vaccinazione. A questo punto, si potrà scaricare il certificato unicamente tramite i canali ufficiali predisposti dal Governo. 

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Le 8 regole d’oro per un’estate cyber-sicura

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Ad accendere l’attenzione sulla sicurezza online quando si è in vacanza è ToothPic, startup specializzata in cybersecurity. Dall’autenticazione a due fattori al check della domotica prima di lasciare casa per le vacanze, queste alcune delle 8 regole d’oro consigliate da ToothPic per proteggersi dagli attacchi hacker e dai furti di identità online, anche sotto l’ombrellone.
“L’estate può essere un momento ideale per gli hacker, che approfittando delle distrazioni degli utenti possono accedere ad account e dispositivi, o rubare dati e informazioni tramite phishing”, spiegano i quattro fondatori di ToothPic, ricercatori e professori del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino.

Attivare l’autenticazione multifattore quando ci si registra a un servizio online

La prima regola comunque è inserire credenziali sempre diverse senza lasciare vecchie password. Scegliere sempre password complesse è fondamentale per proteggere le proprie utenze. Non devono essere banali né troppo corte, altrimenti gli hacker possono intervenire con attacchi diretti a brute force.
Ma non solo. Toothpic suggerisce anche di attivare l’autenticazione a due fattori, e se possibile, attivare sempre l’autenticazione multifattore quando l’utente si registra a un servizio online. 

Fare attenzione agli hotspot pubblici

Inoltre, fare attenzione al phishing ed essere diffidenti sotto l’ombrellone: meglio non rispondere mai a messaggi o email, anche se in arrivo da mittenti che sembrano fidati o conosciuti, in cui vengono chiesti dati di autenticazione.
La quinta regola di Toothpic è fare anche attenzione agli hotspot pubblici: quando si è in viaggio bisogna fare attenzione alle connessioni pubbliche di bar, ristoranti, stabilimenti balneari e alberghi perché potrebbero non avere sistemi di sicurezza adeguati. La sesta regola d’oro è poi quella di controllare i servizi online, perché anche se si è in vacanza, è bene fare sempre un check costante ai propri servizi online. In questo modo si può intervenire immediatamente se ci si accorge che le credenziali sono state rubate o clonate.

Occhio a sistemare la domotica

Vanno inoltre aggiornati i dispositivi: mentre si prepara la valigia è meglio fare anche un aggiornamento dei propri software installati nel computer, nel tablet e nello smartphone, ricorda Adnkronos. Infine, occhio a sistemare la domotica: quando si parte per le vacanze può essere necessario impostare dispositivi connessi come telecamere per controllare casa anche a distanza. In questo caso, bisogna ricordarsi di cambiare la password admin, poiché se si mantengono gli account di default si è più esposti al rischio che persone esterne accedano alle immagini registrate dalla videocamera.

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Il Covid dark effect peggiora il benessere mentale degli italiani

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Nell’ultimo anno il 44% degli italiani ha registrato un peggioramento del benessere mentale, e 4 italiani su 10 temono di non riuscire a tornare a una vita “normale”. Questo perché durante gli ultimi 12 mesi gli italiani sono passati dal timore del contagio, spesso trasformato in paura dell’altro, alla voglia di riabbracciarsi, in un susseguirsi di sentimenti differenti e contrastanti, come paura, responsabilità e speranza, ma anche solitudine, incertezza, e voglia di ripartire e rinascere. La colpa è del Covid dark effect, che mette a rischio non solo il benessere psichico ma anche le relazioni sociali. Si tratta di alcuni risultati emersi dall’Osservatorio The World After Lockdown Nomisma e CRIF, che ha l’obiettivo di valutare i cambiamenti di valori, abitudini e sentiment degli italiani durante l’emergenza causata dalla pandemia.

Il 57% degli italiani ha sofferto di umore altalenante
Non stupisce, quindi, che nell’ultimo anno il 57% degli italiani abbia avuto un umore altalenante. Nonostante le preoccupazioni e gli interrogativi sul futuro, gli italiani hanno dimostrato di essere capaci di reagire positivamente: 1 su 3 ha mantenuto un umore buono o eccellente per la maggior parte del tempo. Non è però da sottovalutare la forte pressione emotiva a cui la popolazione è stata sottoposta. Sebbene gli italiani non abbiano permesso che lo sconforto prendesse il sopravvento, sono numerosi i segnali di ansia e stress che hanno portato a un peggioramento complessivo del benessere mentale (44%), superiore addirittura a chi ha registrato un peggioramento del benessere economico (37%).

C’è chi teme di non riuscire a tornare a condurre una vita normale
Dall’inizio della pandemia 9 italiani su 10 si sono sentiti tesi, nervosi o irritabili, il 44% ha dichiarato di trovarsi in questa condizione con una frequenza quasi continuativa, e il 68% ha manifestato difficoltà ad addormentarsi. Dati confermati dall’aumento delle vendite di ansiolitici, cresciute del +12% nel corso del 2020 (Fonte: Nomisma su dati AIFA).
Il Covid Dark Effect non si esaurisce con gli effetti prodotti sull’equilibrio mentale, ma interessa anche i rapporti sociali. Se da un lato la lontananza ha alimentato la voglia di socialità, dall’altro c’è anche chi teme che non sia più possibile tornare a una vita normale (38%), o non riesce a rapportarsi con gli amici con la stessa serenità con cui faceva prima della pandemia (17%) e preferisce rifugiarsi in una bolla di solitudine (8%).

Il vaccino alimenta la speranza di uscire dall’emergenza pandemica
Oggi l’elevata propensione a vaccinarsi contro il Covid-19 alimenta la speranza di uscire presto dall’emergenza pandemica e di vivere nel tanto atteso New Normal, pur mantenendo una certa cautela nei comportamenti. Per il 68% degli italiani infatti il Covid è ancora un problema da non sottovalutare. Gli allentamenti alle misure restrittive e la graduale riapertura delle attività hanno giovato agli italiani, che manifestano un netto miglioramento dell’umore nel 46% dei casi. È con questo mood che gli italiani si apprestano a vivere un’estate che fa meno paura dello scorso anno.

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Casa, Istat: nel I trimestre prezzi +1,1%

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Ottime notizie per quanto riguarda uno dei settori più strategici dell’economia nazionale, l’immobiliare. Infatti l’Istat ha reso note le stime preliminari riferite all’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento e i dati sono in tutto positivo. Non solo l’andamento è in crescita, confermando quindi la dinamicità del comparto e una voglia di casa che per gli italiani evidentemente non conosce crisi, ma segnando addirittura un record dal 2011 per quanto concerne i prezzi delle abitazioni nuove (+3,9%). Questi in dettaglio i principali dati: nel primo trimestre 2021 l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie aumenta dell’1,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% nei confronti dello stesso periodo del 2020 (era +1,5% nel quarto trimestre 2020). 

Real estate, un comparto in salute

Evidentemente la crisi dovuta alla pandemia non fa paura agli investitori del real estate. Come conferma l’Istituto di Statistica, “Nonostante la persistenza dell’emergenza sanitaria, con i dati del primo trimestre 2021 si conferma il trend di crescita dei prezzi delle abitazioni avviatosi nel terzo trimestre 2019. I prezzi delle abitazioni nuove registrano un aumento la cui ampiezza non si vedeva dal secondo trimestre 2011 (quando fu pari a +4,1%) mentre le abitazioni esistenti mostrano prezzi in risalita per il quinto trimestre consecutivo. Le prime evidenze territoriali segnalano come la crescita riguardi tutte le articolazioni territoriali per le quali è calcolato l’Ipab”.

Aumentano sia i prezzi delle abitazioni nuove sia il numero di compravendite

L’aumento tendenziale dell’indice dei prezzi è da attribuire sia ai prezzi delle abitazioni nuove che crescono del 3,9%, in forte accelerazione rispetto al trimestre precedente (quando era +1,8%), sia ai prezzi delle abitazioni esistenti che aumentano dell’1,2% (rallentando lievemente da +1,3% del quarto trimestre 2020). Questi andamenti si manifestano in un contesto di forte aumento dei volumi di compravendita (+38,6% la variazione tendenziale registrata per il primo trimestre del 2021 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale), influenzato, tuttavia, dal marcato ridimensionamento del numero di transazioni registrate nello stesso trimestre dello scorso anno a causa delle restrizioni introdotte a partire da marzo 2020 per contrastare la pandemia. I dati si confermano positivi anche su base congiunturale: l’aumento dell’indice (+1,1%) è dovuto sia ai prezzi delle abitazioni nuove che crescono dello 0,9% sia a quelli delle esistenti che aumentano dell’1,1%. Il tasso di variazione acquisito dell’Ipab per il 2021 è positivo e pari a +0,7%.

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Il Pil cresce più del previsto

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L’Istat ribalta le stime del 30 aprile, che indicavano un calo congiunturale dello 0,4% del Pil, calcolando per il periodo gennaio-marzo un aumento dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato. E la variazione acquisita del Pil italiano per il 2021, quella che si otterrebbe se nei trimestri successivi al primo si registrasse una crescita nulla, è pari al +2,6%. L’Istat ha rivisto poi anche la stima sul primo trimestre 2020, pari al -0,8% rispetto al -1,4% comunicato ad aprile.  Ad aprile 2021 il tasso di disoccupazione però sale al 10,7% (+0,3 punti), mentre tra i giovani scende al 33,7% (-0,2 punti).

In forte crescita le persone in cerca di lavoro, +48,3% rispetto ad aprile 2020

Secondo le stime, ad aprile 2021, rispetto ad aprile dell’anno scorso, le persone in cerca di lavoro risultano in “forte crescita”, ovvero pari a +870mila unità (+48,3%), a causa “dell’eccezionale crollo della disoccupazione che aveva caratterizzato l’inizio dell’emergenza sanitaria”, commenta l’Istituto”. D’altra parte, diminuiscono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-6,3%, pari a -932mila unità), che ad aprile 2020 avevano registrato, invece, un forte aumento. Inoltre, ad aprile 2021, rispetto a marzo, si registra un lieve aumento degli occupati (+0,1%, pari a +20mila unità), mentre rispetto ad aprile 2020 si registra un calo del -0,8%, pari a -177mila unità.

Lieve crescita degli occupati su base mensile, ma solo per i dipendenti a termine

Sempre ad aprile, la lieve crescita degli occupati su base mensile è dovuta solamente ai dipendenti a termine, che risultano pari a +96mila (+3,5%), in quanto i dipendenti permanenti e gli autonomi diminuiscono dello 0,3% e dello 0,6% (rispettivamente, -47mila e -30mila). Nel confronto annuo, il calo degli occupati coinvolge gli indipendenti, che diminuiscono del 3,6% (-184mila) e i dipendenti permanenti, che diminuiscono dell’1,5% (-222mila). Crescono invece dell’8,9% (+229mila) i dipendenti a termine. Rispetto al mese di marzo, l’aumento del numero di persone in cerca di lavoro (+3,4%, pari a +88mila unità) riguarda entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età.

Il tasso di occupazione sale al 56,9%

Nel confronto mensile diminuisce poi anche il numero di inattivi di 15-64 anni (-1,0%, pari a -138mila unità), e il tasso di occupazione sale al 56,9% (+0,1 punti), riporta Ansa. “Ad aprile prosegue la crescita dell’occupazione già registrata nei due mesi precedenti, portando a un incremento di oltre 120 mila occupati rispetto a gennaio 2021 – si legge in una nota dell’Istat -. L’aumento coinvolge entrambe le componenti di genere e si concentra tra i dipendenti a termine. Ciononostante, rispetto a febbraio 2020, mese precedente a quello di inizio della pandemia, gli occupati sono oltre 800 mila in meno e il tasso di occupazione è più basso di quasi 2 punti percentuali”.

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