Quanto vale la quattordicesima? 6,8 miliardi di euro

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Tra la seconda metà di giugno, e la prima di luglio, saranno quasi 7,5 milioni gli italiani che riceveranno la quattordicesima, una mensilità di stipendio in più in busta paga. L’importo medio che verrà versato sarà di 1.250 euro per i dipendenti, e di 480 euro per i pensionati, per un totale di circa 6,8 miliardi di euro.

Si tratta quindi un’iniezione di liquidità consistente per le tasche dei lavoratori italiani. Ma secondo uno studio elaborato dall’Ufficio Economico Confesercenti, sulla base dei dati Istat e di un survey Swg, meno della metà del valore complessivo della quattordicesima, il 47%, pari a 3,2 miliardi, andrà in consumi, quasi il 30% per saldare i conti. E qualcosa in più dello scorso anno verrà accantonato.

Nel salvadanaio 600 milioni in più dello scorso anno

Lo studio di Confesercenti rileva che la quota di quattordicesima destinata ai consumi sarà utilizzata soprattutto per le vacanze, su cui confluiranno circa 1,6 miliardi di euro, mentre 1,2 miliardi andranno via per regali e altre spese straordinarie, come il rinnovo degli elettrodomestici. Circa 500 milioni, invece, saranno usati negli ormai imminenti saldi estivi.

Cresce però anche la quota di risparmiatori, che quest’anno accantoneranno quasi 1,6 miliardi (il 23%), quasi 600 milioni in più dello scorso anno.

Per quanto riguarda il risparmio, 1,4 miliardi di euro diventeranno liquidità di riserva, mentre 200 milioni saranno immobilizzati in qualche forma di investimento

Tra debiti, bollette scadute e pagamenti in ritardo se ne andranno 2 miliardi di euro

Buona parte dello stipendio aggiuntivo, il 29%, o 2 miliardi di euro, verrà usata per le spese obbligate, di cui la voce più consistente è costituita dai conti in sospeso, come debiti, bollette scadute e pagamenti in ritardo (circa 800 milioni di euro).

Pesante, quest’anno, anche l’incidenza del fisco, che assorbirà circa 400 milioni di euro. Altri 400 milioni andranno ai mutui, mentre 300 milioni di euro circa saranno impiegati per spese legate alla salute, riferisce Adnkronos.

“Tra indebitati e formiche, purtroppo, anche quest’estate gli italiani saranno poco cicale”, commenta Confesercenti. Soprattutto per via dei debiti pregressi, in particolare con il fisco, quest’anno più rampante che mai, vista anche la coincidenza con la fase finale della rottamazione delle cartelle esattoriali, la cui ultima rata è prevista per il 31 luglio.

La crescita del risparmio non va sottovalutata: è segno di sfiducia

“È la dimostrazione che la definizione agevolata, per quanto utile, è stata troppo onerosa: sarebbe stato opportuno – segnala Confesercenti – prevedere un maggior numero di rate ed importi minimi più bassi.

Ma anche la crescita del risparmio non va sottovalutata, perché solitamente i lavoratori mettono i soldi sotto il materasso quando il clima di fiducia si deteriora.

“È dunque necessario dare un segnale forte per restituire certezze a cittadini e imprese -sollecita Confesercenti – che ancora risentono degli effetti dell’instabilità seguita allo stallo politico di quest’anno”.

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Google potenzia i suoi servizi grazie all’Intelligenza Artificiale

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L’Intelligenza Artificiale è al cuore di tutta l’innovazione tecnologica di Google. E ora il motore di ricerca (e non solo) più famoso del mondo potenzia tutti i suoi servizi proprio grazie all’Intelligenza Artificiale. A partire da Google News. Perché, come ha affermato il Ceo di Google Sundar Pichai durante il discorso di apertura della Google I/O, l’annuale conferenza degli sviluppatori, “Le notizie sono alla base della democrazia, ed è importante supportare l’informazione”.

Tra le novità di Google News la funzione Full Coverage

Tra le novità di Google News, riporta Ansa, c’è la funzione Full Coverage, che fornisce un quadro completo di come una notizia venga affrontata da fonti diverse: con un solo clic si possono vedere i titoli delle diverse testate, video, notizie locali, interviste, contenuti social e una cronologia delle notizie. Inoltre, il nuovo aggiornamento dell’app sfrutta l’AI anche per aggregare i contenuti ritenuti più interessanti per l’utente: la funzione Newscast seleziona infatti le notizie da fonti diverse.

Ora Google News sostituisce sia Google Play Newstand, per dispositivi mobili e desktop, sia l’app Google News & Weather su dispositivi mobili. E sarà disponibile per tutti i dispositivi Android, iOS e sul web in 127 Paesi a partire dalla prossima settimana.

Sei voci nuove per Google Assistant

Spazio anche a Google Assistant, che arriva in sei voci nuove, molto più naturali, tra cui quella del cantante John Legend, e offrirà la possibilità di conversazioni continue anche con richiesta di diverse funzioni multiple task. Dalla prossima estate poi l’assistente sarà su Maps e sono previste partnership con società di consegne come Just Eat. In arrivo anche il nuovo sistema Google Duplex, che consente di fissare appuntamenti tramite Assistant e sarà in grado di simulare una chiamata vocale.

L’AI al servizio di Google Maps e delle immagini

Anche il servizio Google Maps si rinnova in chiave AI. Con For You ci saranno suggerimenti personalizzati, ogni attività commerciale avrà un grado di affinità ai propri gusti e si potranno creare liste di luoghi da condividere. Google Foto invece permetterà di realizzare Pdf di documenti, e per editare le immagini l’AI, tramite il machine learning, suggerirà una serie di operazioni per modificare le foto. Per completare le azioni basterà fare un ‘tap’ sull’immagine.

Gmail sfrutta la composizione automatica

In questi giorni sul servizio di posta elettronica Gmail verrà poi introdotta una funzione di composizione automatica, sempre coadiuvata dall’AI. La nuova funzione permetterà di scrivere intere frasi digitando solo poche lettere, poiché il sistema proverà a indovinare le parole in base al contesto delle email. Come? Analizzando sia le email scambiate precedentemente nonché le frasi più usate dall’utente.

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Parte la 4a edizione di InBuyer, l’iniziativa per il b2b delle imprese lombarde

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Al via InBuyer, la 4a edizione dell’iniziativa che favorisce il processo di internazionalizzazione delle imprese lombarde e crea  nuove occasioni di business. Progettata da Unioncamere Lombardia e Sistema Camerale Lombardo, con il supporto di Promos, Azienda Speciale per le Attività Internazionale della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza, InBuyer parte da Lodi, e prevede 19 appuntamenti in tutte le province della Lombardia e l’organizzazione di circa 2000 incontri b2b.

Nelle prime tre edizioni InBuyer ha offerto 92 giornate di eventi, 462 buyer provenienti da oltre 40 paesi, 2148 imprese lombarde servite, 10.736 incontri b2b, per oltre 900 accordi conclusi. Grazie al progetto, le imprese possono incontrare gratuitamente circa 100 buyer selezionati provenienti da paesi di tutto il mondo

Un programma strutturato che accogliere buyer internazionali qualificati sul territorio regionale

Il progetto è destinato a piccole e medie imprese di produzione con sede legale o operativa in Lombardia dei settori Alimentare, Moda, Arredo, Cosmetica, Costruzioni, HVAC-R, Packaging e Labelling. “Il progetto si è ormai consolidato come un programma strutturato di accoglienza di qualificati buyer internazionali sul territorio regionale”, spiega Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia.

Adeguando di anno in anno i mercati target, InBuyer coinvolge nuovi operatori esteri per ampliare la promozione delle eccellenze regionali. “Questo intervento, intercettando le esigenze delle micro e piccole imprese produttive lombarde, permette in maniera efficace ed efficiente di agevolare i processi di internazionalizzazione”, aggiunge Auricchio.

Un punto di riferimento per le aziende che hanno l’obiettivo di ampliare il proprio business internazionale

“InBuyer è ormai un punto di riferimento per le aziende lombarde che hanno l’obiettivo di ampliare il proprio business internazionale – spiega Carlo Edoardo Valli, Presidente di Promos -. È un progetto attraverso cui le piccole e medie imprese del territorio possono valutare la propria propensione all’export o sviluppare ulteriormente il proprio processo di internazionalizzazione in modo semplice e comodo, attraverso incontri one-to-one mirati sul proprio territorio con buyer selezionati e realmente interessati ai loro prodotti”.

L’export lombardo supera i 120 miliardi di euro

Da un’elaborazione sugli ultimi dati Istat relativi ai settori del manifatturiero, condotta dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e da Promos, emerge che la Lombardia nel 2017 ha esportato 8 miliardi in più del 2016 (117,9 rispetto a 109,8).

In generale, l’export lombardo di tutti i beni supera i 120 miliardi di euro (circa +8%), e vale oltre un quarto (27%) del totale italiano, pari a 448 miliardi. E Milano, con 41 miliardi di euro (+8%), Monza Brianza con 10 (+11%) e Lodi con 3 (+12%) rappresentano insieme il 45% dell’export regionale.

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Con Whatsapp ora cancellare un messaggio inviato per errore è più veloce

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Whatsapp, la più famosa, e la più usata, applicazione di messaggistica, introduce nuove funzionalità per essere sempre al passo con i tempi e “spodestare” i possibili competitor. Tra le ultime migliorie annunciate, spicca fra tutte quella che riduce drasticamente i tempi di cancellazione dei messaggi già inviati per errore. Da ora quindi cancellare un messaggio imbarazzante, o inviato per sbaglio a un contatto a cui non era destinato, sarà molto più rapido e sicuro. Ovviamente, sempre a patto che il destinatario non l’abbia già letto.

Da 7 minuti a più di un’ora di tempo per eliminare un messaggio

Già qualche mese fa, l’app controllata da Mark Zuckerberg aveva dato ai suoi utenti la possibilità di cancellare messaggi inviati per errore. Un’operazione che però doveva essere eseguita entro, e non oltre, i 7 minuti di tempo. Altrimenti, niente da fare. Stando a quanto riporta il sito WaBetaInfo.com, nella nuova versione beta per Android, l’app di messaggistica Whatsapp ha infatti aumentato i tempi per cancellare un messaggio inviato, e del quale ci si è pentiti. Sembra quindi che ora, per tornare sui propri passi, si avranno a disposizione ben 1 ora 8 minuti e 16 secondi. Insomma, molto più tempo per ravvedersi rispetto ai 7 minuti precedenti.

Novità in arrivo anche per i messaggi vocali, che non andranno persi

Ma tra le novità in arrivo rientra anche la possibilità di riascoltare i messaggi vocali prima di inviarli, così come quella di salvarli. Finora, se si riceve una chiamata mentre si sta registrando un messaggio audio, questo viene cancellato, costringendo l’utente a ripetere l’operazione da capo. Con la nuova feature, invece, il messaggio in fase di registrazione verrà salvato automaticamente dall’applicazione. Una bella comodità.

Con i prossimi aggiornamenti le novità saranno disponibili anche per Android e Windows Phone

Presto tutte le modifiche verranno introdotte anche per gli utenti Android e Windows Phone, mentre per gli utilizzatori dell’iPhone questa possibilità è già stata introdotta con la versione 2.18.31. I cambiamenti saranno perciò disponibili nei prossimi aggiornamenti, anche se al momento non è chiaro quando verrà rilasciato l’update. Ma le novità non finiscono qui. Sono pronti a debuttare su Whatsapp anche gli sticker, già adottati con successo da Facebook Messenger. E last but non least, Whatsapp presto darà ai suoi utilizzatori la possibilità di effettuare videochiamate di gruppo, una funzione sempre più utilizzata dai patiti dei social media.

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Scuola, firmato il nuovo contratto. Cosa cambia per chi ci lavora 

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Dopo una lunga trattativa, è stato recentemente firmato all’Aran il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca. A comunicarlo sono i sindacati nazionali e le sigle di settore di Cgil, Cisl e Uil. “Dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione – si legge in una nota congiunta dei sindacati – un milione e duecentomila tra docenti, personale Ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro”.

Aumenti salariali e nessun aumento di carichi e orari di lavoro

Gli aumenti salariali, riporta Adnkronos, sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016. Per la scuola si va da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro, ed è salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro. Niente aumenti di carichi e orari di lavoro, e nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa, nella quale, al contrario, si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge.

Un modello che valorizza la dimensione partecipativa e la collegialità

Il nuovo contratto riporta alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, “ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un’identità di scuola come comunità educante”, si legge ancora nella nota. Si rafforza quindi un modello che valorizza la dimensione partecipativa.

Tra le novità, il diritto alla disconnessione, a tutela della dignità del lavoro, messo al riparo dall’invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie. Per quanto riguarda il personale docente, si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare, con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento.

Si chiude una fase connotata da interventi unilaterali

“Questo contratto, la cui vigenza triennale 2016-18 si concluderà con l’anno in corso, assume forte valenza anche nella prospettiva del successivo rinnovo di cui vengono poste le basi e dell’impegno che comunque andrà ripreso anche nei confronti del nuovo Parlamento e del nuovo Governo, per rivendicare una politica di forte investimento nei settori dell’istruzione e della ricerca. Si chiude così una lunga fase connotata da interventi unilaterali, aprendone una nuova di riconosciuto valore al dialogo sociale”, concludono i sindacati.

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Moda, a Milano il settore del fashion è maschio

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In Lombardia il 62% delle imprese del settore moda è guidata da uomini, evidenziando quanto il design sia ancora un settore maschile. La concentrazione maggiore di imprese capitanate da signori uomini, con tre attività su quattro, si registra soprattutto a Cremona, Pavia, Varese e Como.

I numeri della moda

In occasione di Milano Moda Uomo, la kermesse di riferimento del settore, è stato fatto il punto su quanto  pesi la moda al maschile nelle imprese. Su 34 mila in Lombardia tra produzione, commercio e design oltre, 21 mila sono guidate da uomini, il 62% del totale, soprattutto nell’attività di design, tre su quattro (75%), e nella produzione, quasi due su tre (63,4%). Superano la media regionale Milano (66%), Varese e Como (65%). Nel design superano l’80% a Cremona e Pavia e nella produzione arrivano al 70% a Varese e Como.

Presenza femminile più forte nel commercio

Le cose cambiano un po’ nel settore commercio, dove si fa più forte la presenza femminile: in questo ambito le donne rappresentano il 43% e gli uomini il 57%, ma non a Milano dove le imprese al maschile sono comunque quasi due su tre (64%). Milano è in cima alla lista per numero complessivo di imprese, ben 13 mila, seguita da Brescia con quasi 4 mila, Bergamo e Varese con oltre 3 mila. Superano le 2 mila anche Como e Monza e Brianza. I dati sono il frutto di un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2017 e 2016.

Moda italiana, quanto “pesa”?

Complessivamente, nel nostro Paese le imprese della moda sono ben 224 mila. Di queste, 34 mila sono in Lombardia, prima regione per il settore, seguita da Campania con 32 mila e Toscana con 28 mila. Tra le province domina Napoli con quasi 21 mila imprese, seguita da Roma con 15 mila e Milano con 13. Vengono poi Firenze, Prato, Bari e Torino. Dal canto suo, Milano eccelle nel design con quasi 2 mila attività specializzate. A livello nazionale, si conferma la predominanza di uomini al comando delle aziende del settore moda: il 58%.

Numeri d’oro per l’export lombardo

L’export lombardo di moda nel mondo vale 9,6 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2017, +4,3% rispetto all’anno precedente. Con quasi 5 miliardi di valore solo nei primi nove mesi (+9% sul 2016), Milano resta leader in Lombardia e in Italia per export. In Lombardia seguono poi Como con 1,1 miliardi, Bergamo con quasi 765 milioni (+6%), Varese con 683 milioni (+2,1%) e Mantova con 633 milioni. In crescita anche Brescia (+2,4%) e Cremona (+5,4%). Stabili Monza Brianza e Lodi. Francia, Stati Uniti e Hong Kong si confermano i principali mercati clienti per l’export lombardo.

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Case e negozi “tartassati” dal fisco

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“Ma quanto mi costi…” recitava una pubblicità di qualche anno fa. La definizione, o meglio il lamento, è quanto mai corretto se si parla di case, negozi, uffici, capannoni. Già, perché sulle spalle del patrimonio immobiliare italiano grava un carico fiscale immenso. Solo nel 2016, ultimo dato disponibile, il peso delle tasse sugli immobili è stato di 40,2 miliardi di euro.

Eppure la pressione fiscale scende

Anche se la cifra sembra impressionante, rispetto al 2015 è scesa di qualche punto. Sull’anno precedente il gettito è infatti calato di 3,7 miliardi. Un calo reso possibile soprattutto grazie all’eliminazione della Tasi sulla prima casa. I conti sono stati effettuati dall’Ufficio studi della Cgia,  che ha fatto un vero e proprio calcolo matematico sommando i 9,1 miliardi di euro di gettito riconducibili alla redditività degli immobili (Irpef, Ires, imposta di registro/bollo e cedolare secca), i 9,9 miliardi riferiti al trasferimento degli immobili (Iva, imposta di registro/bollo, imposta ipotecaria/catastale, imposta sulle successioni e sulle donazioni) e i 21,2 miliardi di euro riconducibili al possesso dell’immobile (Imu, imposta di scopo e Tasi).

Poche sorprese per i mesi che verranno

Nel bene e nel male, nei prossimi mesi non dovrebbero esserci variazioni sostanziali. Per quanto riguarda le tasse legate alla proprietà di immobili, il Governo ha messo lo stop all’aumento di tasse locali, come la Tasi o l’Imu. Un provvedimento valido sia per il 2017 sia per il 2018. Spiega il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo: “Fino a qualche anno fa l’acquisto di abitazione o di immobile strumentale costituiva un investimento. Ora, in particolar modo chi possiede una seconda casa o un capannone, sta vivendo un incubo. Tra Imu, Tasi e Tari, ad esempio, questi edifici sono sottoposti ad un carico fiscale ormai insopportabile”.

Tra i più tartassati d’Europa

Mentre chi possiede solo una prima casa ha decisamente beneficiato dall’addio della Tasi, non altrettanto si può dire per i proprietari  di  immobili strumentali. In questo secondo caso, il passaggio dall’Ici all’Imu ha visto raddoppiare il prelievo fiscale. La preoccupazione dei proprietari di seconde o terze case e di immobili ad uso economico non riguarda solo l’eccessivo prelievo fiscale, ma anche la difficoltà nel pagare le tasse. “I contribuenti italiani devono sopportare anche un costo aggiuntivo legato alla burocrazia che attanaglia queste operazioni. Secondo una nostra analisi su dati della Banca Mondiale, per pagare le tasse in Italia sono necessarie 238 ore all’anno. Nell’area dell’euro solo il Portogallo e la Slovenia registrano una situazione peggiore della nostra” aggiunge il segretario Cgia, Renato Mason.

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Riscaldamento, dall’Enea le regole per stare al caldo e risparmiare

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Il freddo è arrivato e praticamente in quasi tutti gli 8 mila comuni italiani i caloriferi sono stati messi in funzione. Però per stare al caldino, specie se ci si trova nella cosiddetta zona climatica E o F- quella che comprende le grandi città del Nord come Milano, Torino, Venezia e le aree di montagna – conviene seguire il decalogo messo a disposizione dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Una sorta di manuale pratico per evitare sprechi e non incorrere in sanzioni per un uso scorretto del riscaldamento.

Effettuare la manutenzione degli impianti

Questa è la regola più importante, sia per la sicurezza sia per non incorrere in indesiderate multe. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia sanzioni a partire da 500 euro.

Controllare la temperatura

Ambienti troppo caldi fanno male alla salute, oltreché al portafoglio. Sebbene la normativa attuale consenta di mettere il termostato fino a 22 gradi, anche 19 gradi sono sufficienti per l’ambiente di casa. Farà sicuramente bene al budget familiare ricordarsi che per ogni grado abbassato anche la bolletta scende tra il 5 e il 10%.

Ogni zona ha le sue ore

Le ore massime di accensione giornaliera sono indicate per legge e variano a seconda delle sei diverse zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Ad esempio per i comuni in fascia ‘E’, quelli al Nord, è consentito fino a un massimo di 14 ore.

Pannelli riflettenti tra muro e termosifone.

Installando questi pannelli, si riduce con semplicità la dispersione di calore.

Schermare le finestre durante la notte

Bisogna ricordarsi, per la notte, di chiudere bene tapparelle e persiane. In alternativa, le finestre vanno schermate con delle tende pesanti. Il caldo non uscirà, il freddo non entrerà.

Check-up allo stabile

L’isolamento termico su pareti e finestre dell’edificio è un aspetto da non trascurare: se la costruzione è stata completata prima del 2008, probabilmente non rispetta le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici e conviene valutare un intervento per isolare le pareti e sostituire le finestre. Con i nuovi modelli che disperdono meno calore il beneficio può essere doppio: si riducono i consumi di energia fino al 20% e si può usufruire degli ecobonus, la detrazione fiscale del 65%.

Via libera a impianti innovativi

Sono convenienti ed efficienti le nuove caldaie a condensazione o a biomasse, le pompe di calore, o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata con un impianto fotovoltaico.Per chi ammoderna gli impianti sono previste detrazioni fiscali.

Termosifoni in libertà

Davanti ai termosifoni non andrebbero posizionati mobili e addirittura neanche la biancheria stesa. E’ un’inutile dispersione di calore.

Cronotermostati

L’installazione di questi dispositivi elettronici consente di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa.

Valvole termostatiche

Regolano il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di mantenere costante la temperatura impostata e di concentrare il calore negli ambienti più frequentati. Inoltre, permettono di evitare sprechi: la bolletta può scendere fino al 20%.

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Disoccupazione: in calo nel secondo trimestre del 2017

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Si inizia a intravvedere qualche buona notizia in merito al mercato del lavoro italiano, specie per le persone fino a 24 anni. In base ai dati diffusi dall’Istat, nel secondo trimestre del 2017 il tasso di disoccupazione tra i giovani in età compresa tra i 15 e i 24 anni è sceso dell’1,3%. Il dato trimestrale è stato pari a 34,2%.

Dopo tre trimestri “duri”, occupazione in crescita

Dopo tre trimestri che hanno registrato aumenti, il numero di disoccupati inizia a scendere nel secondo trimestre dell’anno. La stima relative a persone senza occupazione si abbassa a 2 milioni 839mila unità (-154mila in un anno, -5,1%). Il tasso di disoccupazione del trimestre cala di 0,6 punti, attestandosi quindi al 10,9%. E’ il minimo dal 2012. Tale diminuzione riguarda sia gli uomini sia le donne, senza distinzioni, però si riferisce quasi esclusivamente alle aree del Centro Nord. Ancora, coinvolge principalmente le persone con meno di 50 anni di età e, come avere l’Istituto di Statistica, si riferisce in larga parte agli ex occupati, ossia tra chi aveva un’occupazione.

Crescono in particolare i dipendenti a termine

Come riporta l’agenzia di stampa AdnKronos, nel secondo trimestre del 2017 l’occupazione presenta una nuova crescita congiunturale (+78mila, +0,3%) dovuta all’ulteriore aumento dei dipendenti (+149mila, +0,9%), in oltre otto casi su dieci a termine (+123mila, +4,8%). Continuano invece a calare gli indipendenti (-71mila, -1,3%). Su base tendenziale, nel secondo trimestre del 2017 si stima una crescita di 153mila occupati (+0,7%) che riguarda soltanto i dipendenti (+356mila, +2,1%), oltre tre quarti dei quali a termine, a fronte della rilevante diminuzione degli indipendenti (-3,6%).

Bene l’occupazione femminile

In particolare, si registrano segnali positivi per l’occupazione femminile. Nel secondo trimestre del 2017, il tasso di occupazione delle donne è salito al 49,1% sulla base dei dati grezzi Istat (+0,6 punti in un anno). Nonostante questa buona notizia, “la situazione occupazionale delle donne nel nostro Paese è tra le peggiori dell’Ue”, avverte il rapporto dell’Istat. Il nostro paese, per questa voce, è infatti penultima tra i paesi Ue28, “con un divario di 13,2 punti rispetto alla media, seguita soltanto dalla Grecia” aggiunge ancora l’Istituto di Statistica.

Un trend che regge

Anche gli ultimi dati mensili, riferiti nello specifico a luglio 2017, segnalano al netto della stagionalità un aumento degli occupati (+0,3% rispetto a giugno, pari a +59mila unità). Una crescita che si riferisce sia ai dipendenti sia agli indipendenti.

Il commento di Gentiloni

Su Twitter, il premier Paolo Gentiloni ha voluto commentare questi dati: “”Disoccupazione ai minimi dal 2012. Buoni risultati da jobs act e ripresa. Ancora molto da fare su lavoro ma tendenza incoraggiante”.

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Ferrino, l’avventura nel DNA

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Un’azienda italiana di cui andare orgogliosi è senza dubbio Ferrino s.p.a., impresa familiare ricca di storia nel settore del tempo libero e dell’outdoor. Fondata a Torino nel 1870, cioè prima della Fiat, ebbe impulso a seguito della scoperta compiuta da Cesare Ferrino, che lavorava nell’ambito delle vernici e riuscì a creare un tessuto impermeabile. Fin da inizio secolo, dunque, le tende Ferrino furono adoperate per spedizioni in condizioni estreme, come quelle condotte alle Terre del Fuoco da Alberto Maria De Agostini, nel 1937. Durante la seconda Guerra Mondiale, a Ferrino furono richieste tende militari e  capote impermeabili per i veicoli dell’esercito, tanto che la fabbrica dell’azienda fu considerata bersaglio strategico e bombardata.

Ma è con il boom economico che si approfondisce l’offerta nel mercato outdoor. Ferrino amplia la sua vocazione all’avventura, alla tecnica e alla qualità sostenendo le spedizioni di Reinhold Messner, Borge Ousland, Ambrogio Fogar e Carla Perrotti sulle montagne più alte del mondo e nei luoghi più inospitali della terra, dando un assaggio delle prestazioni dei tessuti impermeabili a -50 gradi. Non si tratta di semplici sponsorizzazioni: Messner sviluppa attrezzature leggere nelle gallerie del vento dei carrozzieri italiani, e insieme a Ferrino progetta e sviluppa articoli tecnici che dopo le spedizioni ha un seguito produttivo.

Con questo dna fortemente connesso alla sfida estrema e all’avventura, Ferrino diventa un piccolo campione del made in Italy, con circa 15 milioni di fatturato annuo, oltre 50 dipendenti e un livello di esportazioni pari al 50% del totale, di cui il 33% venduto nei paesi dell’arco alpino: Austria, Germania e Svizzera. L’offerta si è gradualmente spostata dal Business to Business, con molte operazioni legate alla vittoria di commesse pubbliche, al Business to Consumer, e oggi i clienti si rivolgono a Ferrino per le tende da campeggio, le racchette da neve, gli zaini, i sacchi a pelo, e la linea di abbigliamento tecnico. E visto che si è sempre ritrovata al fianco degli esploratori negli angoli più remoti del pianeta, oggi Ferrino non può che guardare con interesse ai mercati lontani, soprattutto quelli orientali.

L’azienda piemontese, che oggi vanta due stabilimenti nella provincia di Torino, punta decisamente alla penetrazione del mercato coreano; dovendo sfidare oltre 100 brand già presenti in questo competitivo mercato, Ferrino si è prima fatta conoscere sui social network, dove ha sviluppato un altissimo livello di curiosità ed engagement. Contestualmente si è dedicata a perfezionare il canale e-commerce, dal quale transitano il 20% delle sue vendite globali. In Corea, tuttavia, non si può rinunciare al negozio fisico, con una ventina di punti vendita sparsi nella a Seoul, capitale da 10 milioni di abitanti.

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