Nel 2018 le famiglie riprendono a risparmiare, ma frenano i consumi

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Nel 2018 le famiglie hanno risparmiato l’8,1% del loro reddito disponibile, una quota leggermente più alta dell’anno precedente, quando si attestava al 7,8%. Dopo quattro anni di calo, nel 2018 la propensione al risparmio delle famiglie sale, ma la spesa per consumi, se in termini correnti aumenta dell’1,6%, appare in decisa decelerazione rispetto al 2017, quando si attestava al +2,7%, e con una dinamica inferiore a quella del reddito disponibile (+1,9%).

Secondo dati Istat, a favorire la crescita di quest’ultimo sono state le retribuzioni, cresciute del +2,9% rispetto al 2017, e le prestazioni sociali ricevute, circa 7,9 miliardi in più dell’anno precedente.

Fra il 2009 e il 2012 la propensione al risparmio delle famiglie crollata al 7,1%

Nel periodo compreso fra le crisi del 2009 e del 2012 la propensione al risparmio delle famiglie era crollata dall’11,2% al 7,1%, accelerando una discesa già presente a partire dal 2005. E se dal 2005 al 2009 la sua riduzione era stata sospinta da un aumento della spesa per i consumi finali (+1,9% in media sul periodo) più intensa rispetto all’incremento del reddito disponibile (+1,5% in media), nel periodo 2009-2012 si è assistito nel complesso a una crescita moderata dei consumi (+1,4% in media sul periodo), a fronte di una sostanziale stabilità del reddito disponibile (-0,1% in media).

Nel 2013 e nel 2014 tendenza al rialzo

La lenta uscita dalla crisi è stata caratterizzata da un andamento incerto della propensione al risparmio, che secondo l’Istat ha mostrato una tendenza al rialzo nel 2013 e nel 2014, a fronte di una lieve dinamica positiva del reddito disponibile, per poi discendere fino al 2017, a seguito della risalita della spesa per i consumi.

I redditi da capitale netti sono sostanzialmente stabili

Nelle società non finanziarie il valore aggiunto cresce del 2,5% (+3,0% l’anno precedente) mentre continua a diminuire il tasso di profitto (41,7%). Sale al 21,2% il tasso di investimento (20,6% nel 2017). Il valore aggiunto cresce poco per le piccole imprese, definite “famiglie produttrici” (+0,2%) e scende per le imprese finanziarie (-4,2% da 2,6%). I redditi da capitale netti sono invece sostanzialmente stabili, confermando l’andamento poco vivace degli ultimi anni. In particolare, la quota di reddito generata dall’attività di produzione per il mercato svolta dalle famiglie (reddito misto), che gli imprenditori scelgono di destinare alle proprie necessità di consumo e di risparmio, aumenta solo dello 0,4%, in conseguenza del rallentamento della loro attività produttiva.

 

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin