Come sarà il futuro dopo il Covid-19 secondo gli italiani

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“Immagina di svegliarti domani mattina e di scoprire che a fronte di nuovi dati sull’emergenza in corso è stato deciso di avviare una nuova fase, con cambiamenti e con l’introduzione di nuove norme. Prova a descrivere quello che succederà durante questa nuova fase, racconta nel dettaglio in che modo cambierà la quotidianità e cosa accadrà nel concreto rispetto alla fase attuale”.

Questa è la domanda posta agli italiani in un approfondimento del tracking BVA Doxa su come sarò il futuro post coronavirus. E da una parte c’è chi si concentra sugli aspetti più pratici relativi al ritorno alla normalità, dall’altra c’è chi guarda all’ipotetica nuova normalità con speranza o timore.  

Imparare una nuova vita

Più in particolare, l’indagine rileva che tra gli italiani si affermano due macro tendenze. Da una parte, che corrisponde al 54% degli intervistati, ci si focalizza maggiormente sul lato pratico e sulle modalità di progressivo riavvicinamento alla vita e alle attività di tutti i giorni, mentre dall’altra, pari al 46% , l’attenzione è rivolta all’evoluzione dell’emergenza stessa, ipotizzando esiti sia positivi sia negativi.

Il 54% degli italiani che proiettano un immaginario più concreto e pratico nella convivenza con il virus  stato suddiviso ulteriormente in due cluster. Il primo, corrispondente al 28% degli intervistati e denominato How to…, riunisce coloro che rivolgono la propria attenzione a come, per poter ripartire, dovranno cambiare tutte le attività lavorative e pratiche nella nuova normalità post Covid-19.

Concentrarsi sulle norme per tornare a una situazione di maggior libertà

In questo caso, dunque, ci si focalizza su come muterà la propria vita da lavoratori e da consumatori, con la messa in pratica di comportamenti ai quali ci si è già abituati nelle fasi precedenti. Nel secondo cluster, denominato Caring in sharing, composto dal 26% degli italiani, ci si concentra su tutte le norme che dovranno essere seguite per poter tornare a una situazione di maggior libertà. Il distanziamento fisico insieme a mascherine e guanti continueranno a essere protagonisti del prossimo futuro, così come i divieti di assembramento in strada e negli spazi chiusi.

Incubo o speranza? Pessimisti e ottimisti

la ricerca ha suddiviso in due cluster anche il restante 46% di intervistati, che invece rende un’interpretazione più emotiva della normalità che verrà. Il primo gruppo, pari al 25% e denominato Over the rainbow, descrive l’evoluzione dell’emergenza Covid-19 con speranza, ipotizzando il ritorno a una piena normalità in cui si potrà fare tutto quanto si faceva prima del lockdown. L’ottimismo di questo cluster è tale da poter pensare alle vacanze e ai programmi per la prossima estate. Di segno opposto sono invece le emozioni descritte dal restante 21%, il cluster White flag, black future.

Secondo questo gruppo di italiani, gli sforzi fatti fino a ora non saranno sufficienti, la situazione tornerà a peggiorare e sarà necessaria l’adozione di misure restrittive ancora più severe di quelle messe in atto durante la fase 1.

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