Arredi e complementi artigianali

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Bau Design è specializzata nella produzione di arredi luxury e creativi, e propone una ampia gamma di arredi e complementi in grado di valorizzare con eleganza e ricercatezza ogni ambiente di casa.

Artigianato creativo e moderno

Parliamo dunque di autentici prodotti d’artigianato come ad esempio splendidi tavoli,  mobili quadro,  specchiere,  sedute e lampade. Il risultato è un assortimento veramente vasto di splendidi oggetti che si adattano perfettamente al tipo di contesto nel quale vengono inseriti,  valorizzandolo al meglio ed esaltando anche gli arredi presenti nelle vicinanze.

Gli artigiani di Bau Design sono sempre lieti di ascoltare i clienti e le loro necessità di arredo,  fieri del fatto che i propri arredi diventino spesso delle vere e proprie opere artigianali in grado di catturare gli sguardi dei visitatori e stupirli piacevolmente.

Se stai pensando dunque di impreziosire un ambiente di casa con un arredo luxury o complemento realmente in grado di testimoniare tutta l’artigianalità e la manualità di chi lo ha creato,  gli arredi Bau Design fanno al caso tuo.

Una soluzione per ogni ambiente di casa

Sia che tu abbia bisogno di un complemento per valorizzare la zona living  (è questo il caso delle bellissime specchiere o sedute ad esempio),  sia che tu abbia bisogno di un complemento particolare da inserire nella zona notte o in cucina,  qui potrai trovare ciò di cui hai bisogno e stupire i visitatori con degli arredi di lusso finemente decorati e destinati per questo a durare nel tempo.

Chiunque osserverà questi bellissimi oggetti in casa tua avrà immediatamente la percezione di trovarsi principalmente davanti un’opera d’arte, più che di un elemento d’arredo. L’aspetto relativo al prestigio è dunque non in secondo piano rispetto a quello prettamente funzionale, ma viaggiano insieme e si intrecciano perfettamente per dare vita a delle creazioni apprezzate ed esportate in tutto il mondo.

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Le imprese che navigano Controvento resistono alla crisi

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Realizzare performance di rilievo, anche mentre il Paese è in fase di decrescita. Quindi, non solo continuare a navigare, ma farlo Controvento. È quello che fanno un ristretto gruppo di aziende del settore manifatturiero, 4.656 per la precisione, protagoniste della ricerca Controvento, condotta da Nomisma in collaborazione con CRIF, con lo scopo di individuare le imprese italiane che sanno rispondere in maniera particolarmente efficace alle crescenti sfide competitive. Ma quali sono le caratteristiche del gruppo di imprese che saranno in grado di resistere alla crisi? Nomisma ha delineato l’identikit delle imprese italiane Controvento.

Un’analisi per indagare la realtà manifatturiera dell’Italia

Per elaborare i dati di Controvento sono stati esaminati i bilanci di 70.971 società di capitali rappresentative della dimensione e della conformazione manifatturiera del Paese, i cui stringenti criteri di performance prendono in esame ricavi, EBITDA e valore aggiunto. Per rientrare tra le imprese Controvento viene richiesta una performance pari o superiore alla media manifatturiera italiana. 

I criteri sono stati impostati per evitare l’inclusione di imprese che hanno registrato un rimbalzo delle attività nel 2019 a seguito di una flessione nel 2018: le variazioni di periodo sono state realizzate considerando l’andamento medio registrato nei quattro esercizi di bilancio precedenti. 

Le caratteristiche delle imprese Controvento

Le 4.656 imprese “controvento” rappresentano il 6,6% del totale delle imprese manifatturiere considerate nell’analisi, e generano il 7,9% di ricavi (pari a 60,9 miliardi di euro), il 12,9% di valore aggiunto (20,7 miliardi di euro), il 20,7% dell’EBITDA complessivo (13,6 miliardi di euro). In termini di crescita, dal 2014 queste aziende hanno visto aumentare i ricavi del 71,4%, mentre l’EBITDA in termini assoluti ha totalizzato una performance pari al +158% contro il +18% delle realtà “non controvento”. 

Da questi parametri lo studio evidenzia come fino al 2017 la distanza tra i due gruppi sia rimasta costante per poi intensificarsi proprio quando il Paese ha rallentato.

Dimensione, localizzazione geografica, e settori merceologici

Le imprese Controvento sono maggiormente concentrate nelle classi intermedie: si tratta di aziende di medie dimensioni con 50-249 addetti o piccole imprese con 10-49 addetti. Quanto a localizzazione geografica, sono maggiormente concentrate nell’Italia centro settentrionale, e le regioni più competitive nella logica comparativa di Controvento sono localizzate nel Nord-Est: Trentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia-Romagna. Anche a livello settoriale si possono individuare alcuni comparti che accelerano la propria rilevanza tra le imprese Controvento.

Tra questi, il settore che vede maggiormente aumentare la propria quota per numero di imprese è la Farmaceutica, mentre considerando i ricavi è il Packaging a posizionarsi al primo posto.

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Lavoro, nel trimestre marzo-maggio 2021 previste 923mila assunzioni

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Il mercato del lavoro dovrebbe ripartire con rinnovato slancio, stando alle stime, già dal mese di marzo 2021. Confidando sull’efficacia dei vaccini e sulla voglia di rimettersi in moto, le imprese italiane investono nelle assunzioni di nuovo personale. Sono infatti 292mila i contratti di lavoro previsti dalle imprese per marzo 2021 e 923mila per il trimestre marzo-maggio. Sono 59mila in più rispetto a marzo dello scorso anno ma ancora 88mila in meno rispetto a marzo del 2019, quando l’economia non era ancora stata investita dalla pandemia da Covid-19. Lo rivela il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. Certo, l’andamento non è omogeneo per tutti i settori: da un lato c’è il calo della  domanda di lavoro rispetto al 2019 soprattutto per i settori del terziario (-79mila) e in particolare per la filiera del turismo (-50mila entrate programmate). Dall’altro, ci sono comparti che evidenziano segni positivi, come le costruzioni e l’Ict che – nelle previsioni – superano il livello delle assunzioni rilevato a marzo 2020 e 2019.

Bene soprattutto i comparti che lavorano con l’estero

In particolare, registrano la maggiore domanda di nuova forza lavoro i settori industriali e manifatturieri che possono vantare prospettive positive per la domanda estera, soprattutto da Cina, Stati Uniti e Germania: è il caso di metallurgia e prodotti in metallo (+6.800 le entrate programmate rispetto a marzo 2020), meccatronica (+4.800), moda (+3.000) e farmaceutica e biomedicale (+2.000). Resta però alta la difficoltà da parte delle imprese di reperire le figure giuste (32%), in particolare nella ricerca di profili per le aree aziendali Sistemi informativi (58,7%), Progettazione e R&S (48,3%) e Installazione e manutenzione (44,1%).

I profili più ricercati

Dal Borsino Excelsior delle professioni di marzo 2021 i profili più ricercati riguardano gli operai specializzati (59mila) seguiti da conduttori di impianti e operai di macchinari fissi e mobili (47mila). Nel confronto con lo stesso mese del 2020 e 2019 cresce la domanda soprattutto per le professioni a più elevata specializzazione (22mila). Sono le microimprese (1-9 dipendenti) a registrare la maggiore flessione nei programmi di assunzione rispetto al 2019 (-37mila entrate), mentre le grandi imprese (oltre 250 dipendenti) si attestano su livelli molto vicini a quelli pre-Covid (-2mila entrate).

Meglio il Nord del Sud

La ripresa del mercato del lavoro sembra essere decisamente più veloce nelle regioni del Nord Ovest (con la Lombardia in testa) e del Nord Est rispetto a quelle del Sud. Il Mezzogiorno, infatti, paga lo scotto della profonda crisi che ha investito il settore del turismo e le regioni del Sud segnano una flessione delle entrate sia rispetto a marzo 2019 sia a marzo 2020 (rispettivamente -28,2% e -1,7%).

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Creare l’atmosfera nel tuo giardino

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Esistono diverse cose che puoi fare per rendere il tuo giardino uno spazio ancora più bello da vivere, giorno dopo giorno. Molte di queste sono realizzabili in poco tempo e non richiedono particolari competenze da parte tua. Vediamone insieme qualcuna.

L’illuminazione

Potresti non averci mai pensato, ma avere una illuminazione adeguata in giardino ti consentirebbe di poter trascorrere più tempo in questo ambiente così bello anche di sera, soprattutto in estate. Esistono tantissimi modelli di luci (anche a led) che possono aiutarti ad illuminare a dovere il tuo giardino mantenendo bassi i consumi.

Un giardino infatti, non va goduto solo durante le ore in cui c’è la luce naturale del sole, ma anche nel momento in cui giunge la sera. Ecco perché è necessaria un’adeguata illuminazione, chiaramente evitando spese inutili. Nulla infatti è più bello di una cena in giardino in estate, dato che qui la temperatura è sicuramente più fresca rispetto il resto della casa.

Considera che non avrai bisogno di una unica fonte principale di luce ma anche di illuminazione accessoria per evitare che possano formarsi dei punti ciechi. Quello dell’illuminazione è uno dei più importanti aspetti nell’ambito della progettazione giardini, in quanto è bene portare i punti luce laddove servono per tempo.

Il sistema di irrigazione

Così come per la luce, anche il sistema di irrigazione va definito in anticipo: bisogna installare l’impianto (meglio se automatizzato) che sia commisurato alle esigenze del prato o delle specie che avrai deciso di piantumare. Esistono sistemi di irrigazione a goccia o a pioggia, e dunque perfettamente in grado di adattarsi ad ogni tipo di necessità, e soluzioni funzionali per ogni giardino o spazio verde.

Le personalizzazioni

Per rendere il tuo giardino una vera espressione della tua personalità e del modo in cui intendi vivere questo spazio, non possono mancare alcuni elementi che ti consentono di personalizzarlo. Dai complementi d’arredo ai giochi d’acqua, passando per le casette, la scelta è davvero ampia e basta dare spazio alla fantasia per individuare quelle soluzioni in grado di stupire gli amici.

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Per reagire alla crisi più coraggio su ambiente e digitale. Lo dicono i manager

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Come dovranno essere investite le risorse del Next generation Eu? Soprattutto per sostenere la transizione digitale ed ecologica del Paese. È questa l’istanza dei manager italiani, intervistati dalla survey dell’Osservatorio 4.Manager sul tema della sostenibilità competitiva presentata in occasione del web talk Il valore della sostenibilità. Impatti strategici e strumenti operativi per imprese e manager, organizzato da Federmanager in collaborazione con 4.Manager ed Esgr. Dall’indagine, rivolta a 954 manager iscritti a Federmanager, emerge infatti un significativo aumento dell’urgenza attribuita al tema della crescita economica, ritenuto urgente dal 58,7% del campione intervistato, con +19,8% di importanza data dai manager.

Sostenibilità ambientale ed energetica, un pilastro delle prospettive di sviluppo

Le prime tre priorità indicate dai manager riguardano infatti la digitalizzazione avanzata della Pa e dei servizi (74,6%), l’adattamento dei sistemi educativi per supportare le competenze digitali (53,0%) e la diffusione in tutte le regioni italiane di fibra e 5G per imprese, famiglie e Pa (47,1%, che sale al 52,9% per gli intervistati che lavorano nelle Pmi). Dalla rilevazione emerge inoltre un significativo 43% di manager che pensa agli incentivi per efficienza energetica ed energie rinnovabili come priorità di investimento, a testimonianza di quanto la sostenibilità ambientale ed energetica sia ormai consolidata come pilastro delle prospettive di sviluppo.

Nella partita del Next generation Eu sono i governi nazionali gli attori principali

Per due manager su tre poi non adeguarsi ai paradigmi della sostenibilità comporta “minori spazi di mercato” (67,1%), ma anche “forti limitazioni operative a causa di normative sempre più rigorose” (66,5%), e per un 40,1% “minore accesso ai finanziamenti”. Nella partita del Next generation Eu, per il 64,1% del campione sono i governi nazionali gli attori principali, in grado di incidere sulle scelte decisive per una sostenibilità competitiva, ancor più delle istituzioni europee, che si piazzano sul secondo gradino del podio con il 60,8%.

Porre le basi per una rinascita competitiva innovando i processi industriali

“Con il 37% delle risorse europee vincolate a investimenti e riforme in tema di ambiente, abbiamo la possibilità di diventare leader globali innovando i processi industriali – commenta Stefano Cuzzilla, presidente nazionale Federmanager e presidente 4.Manager -. Con nuove fonti di approvvigionamento come l’idrogeno pulito, con l’economia circolare che trasforma lo scarto industriale in una risorsa, con l’attenzione verso la filiera produttiva e le comunità energetiche, possiamo porre le basi per una rinascita competitiva del nostro sistema, mettendo in sicurezza il futuro delle nuove generazioni”.

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Più controllo e sicurezza in azienda grazie ai badge

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Oggi sono sempre più le aziende che decidono di adottare delle soluzioni adeguate per riuscire a controllare l’ingresso e l’uscita dei lavoratori dalla sede aziendale. Le ragioni sono da ricercare nella salvaguardia del patrimonio aziendale da eventuali intrusioni inopportune, volte a danneggiare o sottrarre dispositivi e apparecchiature che hanno un certo costo, ma anche nell’ottica di fornire maggiore sicurezza ai dipendenti stessi.

Una soluzione che garantisce controllo e sicurezza

Grazie ai rilevatori di presente infatti, e in particolar modo grazie ai moderni badge timbratura, non solo è possibile impedire l’accesso all’interno dei locali aziendali a tutti coloro i quali non sono autorizzati, ma è anche possibile sapere in ogni momento quanti lavoratori sono presenti all’interno della sede aziendale ed in quale area si trovano esattamente.

Ciò è particolarmente di rilievo in occasioni quali calamità o emergenze che necessitano una immediata evacuazione dalla struttura: pensiamo ad esempio ad un incendio in corso, momento in cui diventa fondamentale sapere quante persone esattamente si trovano ancora all’interno dell’edificio così da poter facilitare anche il lavoro dei soccorritori.

Parliamo dunque di una tecnologia che è in grado sia di preservare quello che è il patrimonio aziendale, ma anche di tutelare l’incolumità dei dipendenti e facilitare le operazioni di soccorso in caso di emergenza. I timbracartellini commercializzati da Cotini srl rappresentano l’avanguardia del settore, e consentono di innalzare notevolmente il livello di sicurezza di ogni tipo di edificio andando così a soddisfare anche diverse norme inerenti la sicurezza sul lavoro.

Ampia possibilità di personalizzazione

È possibile scegliere tra badge magnetici e di prossimità in base alle proprie esigenze, ed è sempre possibile personalizzare i badge mediante un numero progressivo stampato sul badge stesso, o direttamente apporvi il logo aziendale, la ragione sociale nonché la foto di ciascun dipendente. È possibile infine associare i badge a dei pratici portabadge che consentono di averlo sempre a portata di mano ed evitare di perderlo, poggiandolo distrattamente o al tempo stesso evitare di dimenticarlo a casa o in auto.

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

L’impatto del fintech sulle banche italiane

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Le banche che non si adatteranno al digitale rischiano di subirne l’impatto. La corsa alle tecnologie finanziarie potrebbe innescare un profondo cambiamento nel settore bancario italiano. Se buona parte delle banche italiane si sono adattate bene digitale, migliorando i propri processi interni e offrendo ai clienti soluzioni innovative, l’adozione su vasta scala dell’open banking potrebbe richiedere più tempo del previsto. Soprattutto a causa del conservatorismo della clientela, ancora affezionata ai servizi finanziari tradizionali. È quanto emerge da un rapporto di S&P sugli effetti del digitale sulle banche italiane, dal titolo Tech Disruption in Retail Banking.

Le grandi banche hanno maggiore capacità di investire nell’innovazione

Secondo il rapporto gli istituti di credito ancora restii verso il digitale e i servizi online nel breve periodo non corrono gravi rischi, ma l’impatto del fintech potrebbe essere molto duro su chi non riuscirà a stare al passo con l’innovazione e con un mercato digitale sempre più competitivo, riporta Agi.

“Per questo motivo prevediamo una crescente divergenza nel settore bancario italiano –  commenta Mirko Sanna, analista di S&P Global Rating -. Le grandi banche, con maggiori economie di scala, hanno una maggiore capacità di investire nell’innovazione digitale e migliorare la loro efficienza diversificando il loro flusso di ricavi”. Ma il digitale può essere un vantaggio nel breve periodo anche per gli istituti di credito più piccoli, che grazie a un modello di business più agile e leggero “potrebbero adattarsi rapidamente all’evoluzione delle preferenze dei consumatori – continua Sanna – sfruttando le opportunità offerte dall’open banking”.

Nuovi mercati e nuovi servizi attirano centinaia di migliaia di clienti

Il digitale ha aperto nuovi mercati anche nei servizi finanziari, e su queste nuove frontiere hanno cominciato a muoversi con successo servizi come quello offerto dall’italiana Satispay o dalla banca online N26, o da Revolut. Player capaci di attrarre centinaia di migliaia di clienti nei mercati in cui operano. Ed è proprio da questi servizi che può arrivare una minaccia alle banche tradizionali. Alcune banche hanno aperto alle startup fintech comprandone i servizi, o cercando di svilupparne di simili. Ma molte restano indietro, soprattutto per questioni culturali.

L’impatto della disruption aumenterà quando i giovani avranno accesso ai servizi finanziari

L’Italia è ancora indietro nell’uso dell’home banking, circa il 40% dei clienti ne fa uso, contro una media del 60% in Europa, così come per l’uso di servizi fintech. Ma per S&P questo è uno scenario destinato a cambiare, e in tempi rapidi. “Crediamo che l’impatto della disruption tecnologica aumenterà quando la popolazione più giovane avrà accesso ai servizi finanziari – si legge nel report-. Ci aspettiamo che questo cambiamento partito dai servizi di pagamento e di credito, due segmenti con cui tradizionalmente si cominciano a usare i servizi finanziari, coinvolga anche i risparmi e gli investimenti”.

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Acquisti sostenibili, un carrello da 6,2 miliardi di euro

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Il rispetto per l’ambiente sta diventando uno dei principali criteri di acquisto, e la sostenibilità è sempre più ricercata dai consumatori. Tanto che nel largo consumo, oggi vale 6,5 miliardi di euro (dati Nielsen). Il 36% degli italiani davanti allo scaffale è infatti portato a scegliere prodotti che limitano l’impatto generato sull’ecosistema e il 61% si dice disposto a modificare le proprie abitudini di spesa pur di ridurre gli effetti e le ricadute ambientali. Lo rileva l’Osservatorio Packaging del Largo Consumo di Nomisma, in collaborazione con Sin Life. Ma quando la spesa è veramente sostenibile? Per gli italiani la risposta risiede nelle caratteristiche del prodotto e della confezione, mentre per il 42% è sostenibile se proviene da agricoltura biologica, e per il 37% se è confezionato con materiali riciclati o a basso impatto ambientale.

Il ruolo del packaging

Se 1 italiano su 3 sceglie cosa acquistare sulla base delle informazioni presenti in etichetta il 27% e il 23% prende in considerazione il tipo di materiale utilizzato per l’imballaggio e le sue caratteristiche. Ma è importante anche l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili in fase di produzione (31%) e la garanzia di un giusto reddito ai lavoratori (24%). Quando poi la sostenibilità è collegata a una certificazione, il riconoscimento del consumatore è indiscutibile (+27% i prodotti con certificazione Utz, +11% il Fairtrade, +8% i prodotti a marchio Friends of the Sea, +7% il biologico).

La marca del distributore

La marca del distributore (Mdd) rappresenta un valido strumento per sensibilizzare i consumatori sui temi della sostenibilità (48%) e stimolare l’individuazione di packaging sostenibili. A pensarla così è il 53% della filiera dei copacker (società che confezionano prodotti per i propri clienti) partner della Mdd. Secondo la ricerca, 7 Mdd partner su 10 hanno già iniziato il processo di riduzione degli eccessi di imballaggio, e un ulteriore 60% ha avviato il processo di introduzione di packaging 100% riciclabili. Il 56% delle aziende, riporta Adnkronos, ha provveduto alla sostituzione di packaging in plastica su alcune linee di prodotto, ma ancora il 30% dei prodotti disponibili sugli scaffali è confezionato in plastica rigida, e solo il 4% dei plastic pack comunica sulla confezione la riciclabilità degli involucri.

L’impegno delle aziende

Dall’Osservatorio Nomisma emerge poi come il 35% dei consumatori valuti insufficiente l’impegno delle aziende nella riduzione dell’impatto ambientale della confezione dei prodotti, e un altro 62% giudica quanto messo in campo finora appena sufficiente. I consumatori cercano imballaggi più sostenibili, ma il 41% non è disposto a pagare di più, e a questi si aggiunge un ulteriore 26% che dichiara una disponibilità molto bassa a sostenere un differenziale. Questo perché per il 99% degli intervistati è un dovere dell’industria dei retailer l’impegno a proporre packaging a minor impatto ambientale.

Condividi questo articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Attrezzature per Area Giochi e Gonfiabili

Condividi questo articoloShare on Facebook

Facebook

Tweet about this on Twitter

Twitter

Share on LinkedIn

Linkedin

Go Leisure è una azienda che da oltre 20 anni si occupa della produzione di giochi e attrezzature per allestire spazi ludici, sia interni che esterni. La qualità dei materiali e la cura impiegata durante ogni fase di lavorazione, fanno si che i gonfiabili Go Leisure e tutti gli altri prodotti commercializzati da questa importante realtà rispondano perfettamente a tutti gli standard di sicurezza da adottare, considerando che i fruitori delle attrezzature saranno bambini. In particolare parliamo di giochi gonfiabili di qualsiasi tipologia e adatti a qualsiasi tipo di utilizzo: dai divertentissimi e coloratissimi saltarini ai classici scivoli d’acqua, dalle piramidi da “scalare” al calcio balilla umano, dalla nave dei pirati ai percorsi gonfiabili tutti da giocare. Questi sono soltanto alcuni esempi delle bellissime attrezzature prodotte da Go Leisure, che vi consentiranno di rendere il vostro parco giochi o area ludica uno spazio assolutamente diverso da ciò che si vede solitamente in giro, decisamente più attraente per i bambini e al tempo stesso molto più sicuro. Soluzioni innovative dunque, dal design accattivante e assolutamente sicure per i piccoli fruitori, questo mix è alla base del successo di questa importante azienda. Lo staff sarà inoltre lieto di aiutarti ad individuare la soluzione più adatta a soddisfare le tue esigenze, sulla base della superficie a disposizione. Ti sarà possibile inviare la piantina degli spazi che ospiteranno i prodotti per il gioco e Go Leisure si occuperà di mettere direttamente a punto il progetto perfetto per valorizzare l’area di cui disponi, fase alla quale seguirà un sopralluogo che precede l’inizio effettivo della realizzazione dell’attrezzatura da te prescelta. Anche le fasi di messa in opera saranno gestite direttamente da Go Leisure, che per mezzo dei suoi tecnici specializzati ti consegnerà il prodotto già posizionato e pronto all’utilizzo, per la gioia dei bimbi. Contatta Go Leisure per qualsiasi richiesta o informazione al numero +390392497489.

Condividi questo articoloShare on Facebook

Facebook

Tweet about this on Twitter

Twitter

Share on LinkedIn

Linkedin

Arriva il Censimento Istat delle imprese

Condividi questo articoloShare on Facebook

Facebook

Tweet about this on Twitter

Twitter

Share on LinkedIn

Linkedin

Il 20 maggio l’Istat ha dato avvio alla prima edizione del Censimento permanente delle imprese, la radiografia del mondo imprenditoriale italiano che da decennale diventa triennale. Il Censimento ha coinvolto circa 280.000 imprese con 3 o più addetti, ed è avvenuto tramite un questionario online riservato alle realtà selezionate nel campione. A differenza dei censimenti tradizionali alla base del nuovo Censimento permanente c’è infatti una rilevazione di tipo campionario, mentre la diffusione dei dati è di tipo censuario, integrando le informazioni ottenute con quelle contenute nei registri statistici e nelle indagini economiche correnti. Il ché consentirà di aggiornare annualmente i principali indicatori strutturali a livello nazionale e territoriale. Il Censimento si chiuderà il 16 settembre, mentre i dati preliminari saranno disponibili già entro la fine del 2019.

Quesiti su digitalizzazione, responsabilità verso ambiente, territorio e collettività

Il questionario online si articola in nove sezioni. Tra i nuovi quesiti alcuni sono utili a comprendere quante imprese commercializzano i prodotti sulle piattaforme digitali e quante fanno uso dei servizi cloud, mentre altri servono a rilevare l’accesso al credito, l’utilizzo di strumenti finanziari, e la responsabilità delle imprese verso ambiente, territorio e collettività. Saranno quindi raccolte informazioni sulle azioni intraprese per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività e migliorare il benessere lavorativo, le pari opportunità e la genitorialità, oppure a favore del tessuto produttivo del territorio in cui operano le imprese. Altri quesiti sono invece funzionali a comprendere le nuove traiettorie di sviluppo per le imprese in nuovi settori e con nuovi modelli organizzativi, riporta Adnkronos.

“Un’opportunità di conoscenza delle caratteristiche della transizione in atto”

“Il nostro sistema produttivo sta sperimentando complessi e profondi cambiamenti strutturali che riguardano sia aspetti tecnologici, organizzativi, di mercato e di impiego di capitale umano  sia sfide su responsabilità ambientale, sociale e per lo sviluppo locale”, commenta il Presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. Il Censimento, oltre a offrire informazioni aggiornate per misurare i fenomeni di trasformazioni, rappresenta quindi anche “un’opportunità di conoscenza delle caratteristiche della transizione in atto e dei punti di forza e di debolezza del nostro sistema produttivo di grande impatto potenziale sulle politiche per la crescita”, aggiunge Blangiardo.

“Consolidare e capire la direzione di marcia che deve prendere il Paese”

Secondo il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, “questo studio ci permetterà di consolidare e capire ancora di più la direzione di marcia che deve prendere il Paese e quindi l’analisi di politica economica che dobbiamo organizzare. Le informazioni aggregate macroeconomiche diventano elementi essenziali per le scelte sia in chiave aziendalistica, dentro le nostre imprese, sia in chiave di politica economica, per valorizzare le aziende eccellenti ed accompagnare le aziende in fase di transizione per essere eccellenti in ogni funzione aziendale”.

 

Condividi questo articoloShare on Facebook

Facebook

Tweet about this on Twitter

Twitter

Share on LinkedIn

Linkedin